Nel blu dipinto di blu

Cronaca di un viaggio ai confini del mondo!!!

A volte occorre chiedersi, tornati a casa, se sia più forte la ricerca di emozioni in un viaggio, oppure la curiosità di scoprire e/o verificare coi propri occhi  qualcosa fino a quel punto solo sentito o a cui non avresti mai pensato?

Sensazioni forti e tante domande ronzano in testa, soprattutto quando vieni a contatto con situazioni decisamente distanti dal “proprio modo di concepire la vita di tutti i giorni”…….viene spontaneo chiedersi “ma come è possibile”?

La magia dell’inverno artico, IL GRANDE NORD; emozioni e sensazioni particolari per veri intenditori dei viaggi . Il panorama che cambia in continuazione, freddo,  vento che sferza  incessante e mare rumoroso con onde increspate e sullo sfondo un cielo un minuto prima frastagliato di nuvole e dieci minuti dopo libero e splendidamente colorato!!

Una infinità di scenari naturali da incasellare per sempre in un angolino della propria memoria, e da raccontare con gli occhi che brillano ad ogni parola!!

Impossibile rimanere impassibili!!

Vedere un albergo di ghiaccio; splendidamente dettagliato, nella hall, nelle seggiole, nei tavolini, nelle camere, nei letti e pensare che di lì a pochi mesi tutto questo si scioglierà in una enorme pozza d’acqua?

Vedere e toccare con mano per credere!!

Il volo non è semplice per arrivare fino in cima alla frastagliata costa norvegese, e comunque occorre uno scalo non essendoci “possibilità comode”.  Il sacrificio è comunque ripagato da uno scenario mozzafiato: il fiordo, un stretta insenatura allungata e profonda che penetra nella costa per decine di Km; un nascondiglio naturale perfetto….ecco perché i tedeschi, durante la seconda guerra mondiale, difesero allo strenuo queste terre!!

Da Tromso, Norvegia del Nord e ultimo centro abitato prima dell’Artico, entriamo direttamente nel freddo inverno polare. Poche ore di luce, tutto esageratamente soft ma comunque una cittadina viva , e con una età media visibilmente giovane. Molte immagini da cartolina; temperatura molto bassa, neve e vento al traverso rendono tutto molto problematico ma tant’è , tutta illuminata con la neve che cade incessante   costruisce una immagine tipica di questi posti quasi fiabesca. Passeggi lungo stradine spesso poco illuminate, e con la neve come unico compagno nel silenzio generale e pensi: ”ma questi come fanno?…..poche ore di luce e buio perenne, sicuramente questione d’abitudine?” Fuori dal piccolo centro troneggia dall’alto oltre il Ponte che collega le due sponde del Fiordo la cattedrale Artica, con la sua croce enorme a sostenere le navate della costruzione; una visione d’impatto ma senza dubbio molto bella!!

Tromso è affascinante, ma vale come punto di partenza per comprendere appieno la bellezza degli scenari che la natura ti propone in continuazione. Spettacolare la visione dall’alto del Fjellheisen con una veduta del fiordo di Tromso mozzafiato; potete scegliere se andare in Funivia e tornare  a piedi (1300 scalini circa), oppure non faticare e fare entrambe i tratti con la Funivia; in ambedue le soluzioni lo spettacolo è assicurato. Particolare e caratteristica la tipica spa nordica con tanto di sauna vista Fiordo; mozzafiato la minicrociera sul Fiordo con avvisamento della tipica fauna artica. Un inizio di avventura entusiasmante, senza dubbio…e manca ancora “il piatto forte”!!!

L’aurora Boreale…tutti col naso all’insù a scrutare il cielo ed ogni piccola traccia che ne denoti l’arrivo. Quassù per l’auto occorre una guida esperta e una rigida disciplina; ecco allora che per muoversi il mezzo migliore è il Ferry-Boat che danza sapientemente fra isola e isola, con una frequenza continua, per assicurare un minimo di collegamento fra lande spesso desolate!! Scendiamo la Norvegia per raggiungere le isole Lofoten, un mito turistico dalla notorietà in continua crescita per la sua particolarietà. Ma perché queste isole piacciono così tanto? Collegate scrupolosamente tra di loro da Ponti e gallerie, le Lofoten godono incredibilmente di un clima molto  mite  grazie alla influenza della corrente del Golfo e sono in posizione geografica ideale sia per il “Sole di Mezzanotte” che per “L’Aurora Boreale”; tipiche le casette rosse dei pescatori o Rorbuer dove si può vivere in prima persona l’atmosfera della terra dei vichinghi riuscendo forse a capire che in fondo “questa è la vera normalità”! La capitale, Svolvaer, è la base di partenza naturale per andare alla scoperta degli scenari naturalistici di questi posti. Ci si imbatte, tra l’altro, in un semplice campo da calcio (Henningsvaer Stadion), ma realmente incastonato in mezzo alla roccia e dove dai suoi picchi, con un po’ di fortuna, si possono scorgere passare possenti Balene; un paese di circa 500 anime dove il turista viene scrutato quasi con sospetto ma che esibisce con orgoglio il suo gioiello. In Inverno il vento sferza possente con forza qualsiasi ostacolo e offre un biglietto da visita quasi ineludibile per un paesaggio che cambia sfondo in continuazione….ma qui “nessuno fa una piega” tanta è l’abitudine!! Caratteristica sulla isola di  Austvagoym, a Kabelvag,  la statua del Re Oystein cioè colui che ordinò la costruzione dei primi Rorbuer. Siccome i pescatori erano coloro che contribuivano con la tassa sulla esportazione del pesce essiccato (loro unica fonte di guadagno), e fino ad allora dormivano dentro le loro barche rovesciate, il Re migliorò la loro condizione facendoli vivere al caldo e all’asciutto con grande soddisfazione. Un’altra tappa obbligata è l’isola di Vaeroy dove in una delle sue spiagge abita il volatile caratteristico di questi posti, la pulcinella di mare. Tante gemme da incastonare per un ricordo indelebile, tanto è che la gente ritorna volentieri in questi posti anche durante la breve stagione estiva per assaporarne il cambio di scenario.

Tuttavia l’ospite illustre è sempre Lei , il “convitato di Pietra”, quell’aurora boreale che somiglia molto ad una bella donna bizzosa e capricciosa che ama molto farsi ammirare e a cui soprattutto piace “l’entrata in scena che fa colpo” fra le esclamazioni generali. Una “donna particolare” che si mostra solo in talune circostanze e che abbisogna “dei giusti effetti scenici” ma che quando decide di entrare in scena lascia tutti a bocca aperta.Questa volta la fortuna non mi ha assistito, e nonostante una fitta coltre di nubi l’aurora boreale non è riuscita a mostrarsi in tutto il suo splendore, e a bucarle con la sua forza,  o per lo meno a fare timido capolino nei contorni della cappa nuvolosa stigmatizzando il fatto del classico “vorrei ma non posso”. Peccato!!! E nemmeno il giorno seguente, il classico safari acquatico alla caccia dell’aquila di mare ci ha assistito complici onde che non permettevano la tranquilla navigazione!!! Ci vuole un pizzico di fortuna per queste cose, cui la eccessiva frammentazione climatica del periodo certo non aiuta, per quanto quest’angolo di Artico sia e rimanga il pezzo forte dell’area per gli amanti della natura con spettacoli improvvisi e impareggiabili.

Un lungo trasferimento in mezzo ad una autentica, copiosa e nordica tormenta di neve ci porta a Narvik; aeroporto di riferimento (ma anche graziosa cittadina della costa centrale) per i voli di ritorno via Oslo.

Una visita alla capitale è dovuta.

Dalla collina troneggia il Palazzo Reale, ma Oslo ti colpisce per la sua continua vivacità a qualsiasi ora del giorno e della notte. Una visita al Parco di Viggeland, oppure il Parco delle sculture fate voi, è dovuta; ma anche il Fram Museum con la sua parte interattiva e il Munch Museum per l’arte meritano un occhio di riguardo, per chiudere magari con un giro completo al castello e alla Fortezza di Akerhus fra antichità e ….storie di fantasmi!!!

Alla sera a tavolo; un consiglio: Farikal e Lutefisk…due vere leccornie. Cosa sono? Sorpresa!!! Perché il leit motiv del Grande Nord oltre  allo stupore, è davvero l’effetto sorpresa, un mondo davvero lontano dalla frenesia quotidiana del Belpaese. Questa volta Sua maestà l’aurora boreale ha deciso di farsi desiderare, ma ciò che ti lascia la Scandinavia è comunque una sensazione di pace e tranquillità (forse troppa), una storia di un popolo molto orgoglioso di se stesso e delle sue tradizioni con una concezione della vita per certi versi più futuribile e concreta della nostra.

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